LA PRIMA EDIZIONE DEL PREMIO OPEN INNOVATIVE PMI ORGANIZZATO DA BERNONI GRANT THORNTON
L’identikit delle 677 aziende che già godono dello status di PMI innovative, in quanto iscritte al registro del MISE è stato approfondito durante il convegno Bernoni Grant Thornton tenutosi a Roma presso il Consiglio dei Ministri. Con i premi alle migliori. Il loro profilo, curato dall’Osservatorio dell’Università di Pisas e dal Prof. Allegrini, è stato tracciato in occasione della prima edizione del premio. Tra le 3,7 milioni di aziende italiane, con fatturato sotto i 50 milioni e meno di 250 dipendenti, sono almeno 120 mila quelle che potrebbero rispondere ai tre requisiti che consentono di definirsi pmi innovative (i criteri: investimenti in ricerca, il 20% di dipendenti in possesso di un dottorato, avere un brevetto relativo a un prodotto innovativo). Tra i relatori, Alessandro Dragonetti, Co-Managing Partner e head of tax di Bernoni Grant Thornton, il prof. Marco Allegrini, professore ordinario presso l’Università di Pisa, Filippo Buraschi, Vicedirettore di Milano finanza, l’on. Dott Sandro Gozi, il sottosegretario agli affari europei, l’On. Paolo Coppola, l’On. Gianclaudio Bressa, sottosegretario di stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega agli affari regionali. La giuria, oltre al Prof. Allegrini, all’On. Coppola e a Filippo Buraschi era composta da Barbara Angelini ( Consiglio Nazionale delle Ricerche), Chiara Mariani (APSTI) che ha selezionato i vincitori delle tre categorie: PMI Ricerca e Innovazione, PMI mercati esteri e internazionalizzazione, PMI al femminile.

ERARIO: ACCERTAMENTI IN ZONA CESARINI
Come ogni fine anno si assiste in questo periodo a un incremento esponenziale delle notifiche degli accertamenti da parte degli uffici delle Entrate. La principale causa di questa corsa è l’imminenza della decadenza del termine di accertamento. Talvolta la corsa sacrifica le garanzie dei contribuenti.

PORTA NUOVA: IN COSTRUZIONE L’ULTIMO GRATTACIELO DA PARTE DI COIMA SGR
Un nuovo grattacielo di vetro dalla forma iconica di 120 metri di altezza che sostituirà l’edificio ex Inps, che si sporge per un ideale abbraccio verso il quartiere di Porta Nuova, dominerà il cielo di Milano. La torre Gioia 22 è di proprietà del fondo sovrano di Abu Dhabi (Adia), comprato per oltre 70 milioni di euro un anno e mezzo fa.
La costruzione e gestione viene coordinata da Coima Sgr. La Torre inaugura una nuova stagione per l’intera zona, è chiamata a cucire l’innovativo complesso di Porta Nuova, ormai arrivato al termine della sua realizzazione (mancano il Rasoio di Unipol, in ritardo, il parco, e la zona che si prolunga in via Melchiorre Gioia verso la Stazione Centrale).
«Milano è oggi un luogo di innovazione a livello europeo, dice Manfredi Catella, ceo di Coima Res. Con questo investimento vogliamo aprire un nuovo capitolo, che punta a stilare un codice italiano sulla composizione del tessuto urbano». In questa zona, che sposa il business district al retail e alle residenze, c’è la concentrazione di una trentina di società – da Google a Samsung, da Microsoft ad Amazon – e ci lavorano oltre 15mila persone”.
FONDO NORVEGESE: IN USCITA DAL MERCATO DEL PETROLIO
Per salvaguardare l’economia norvegese, il fondo sovrano nazionale, il più ricco al mondo, vuole abbandonare il mercato petrolifero, azzerando l’esposizione ai gruppi quotati del settore, perché ha paura dell’impatto che un’ulteriore debolezza dei prezzi potrebbe avere sull’economia del paese scandinavo, che già dipende fortemente dagli affari legati all’oro nero. Il fondo sovrano ha proposto di vendere titoli del settore oil & gas per un valore complessivo pari a 35 miliardi di dollari; tra le società quotate che saranno “sacrificate” ci sarebbero Royal Dutch Shell e Exxon Mobil.

HSBC
Hsbc Private Bank, la filiale svizzera del colosso bancario britannico, ha accettato di pagare 300 milioni di euro allo Stato francese per evitare un processo di riciclaggio di denaro. E’ la prima volta che succede in Francia, questa rivoluzione nell’applicazione del diritto francese è stata resa possibile grazie alla creazione, l’anno scorso, della convenzione giudiziaria di interesse pubblico che permette alle imprese di pagare un’ammenda per fatti di corruzione e di riciclaggio di denaro senza essere ufficialmente dichiarati colpevoli.
Prima del colosso bancario britannico Hsbc, la banca svizzera Ubs, perseguita in Francia per reati simili, aveva intavolato delle negoziazioni informali con i vertici finanziari francesi per studiare la possibilità di arrivare a questo tipo di transazioni, senza peraltro riuscire a trovare un accordo con il ministero francese delle finanze. Ed è stata rinviata a giudizio.

STANDARD & POOR E LE BANCHE ITALIANE: ANALISI E RISCHI
Le banche in Italia restano esposte a elevati livelli di crediti deteriorati e, secondo l’agenzia Standard & Poor’s, potrebbero registrare rettifiche almeno per i prossimi due anni. In un rapporto di analisi sul settore bancario, classificato con rating BBB e outlook stabile, l’agenzia rileva come questi rischi siano legati ai lunghi tempi delle procedure concorsuali e di recupero crediti. Inoltre alcune banche hanno un accesso limitato ai finanziamenti, che generalmente risulta più costoso rispetto ad altri Stati. Gli analisti ritengono che potrebbero risultare deleteri per la ripresa italiana gli accresciuti rischi geopolitici o gli attesi mutamenti del contesto politico interno.

EQUO COMPENSO PER TUTTI: LA DISCIPLINA PUO’ESSERE ESTESA A TUTTE LE PROFESSIONI
Grazie ad un deciso intervento della presidente del Cup, Marina Calderone, sembra sia stato possibile ottenere l’inserimento dell’estensione dell’equo compenso dagli avvocati a tutti gli altr professionisti.

WHISTLEBLOWING: ENTRA NELL’ORDINAMENTO ITALIANO
Via libera definitivo della Camera dei Deputati alla legge che introduce in Italia il cosiddetto whistleblowing, vale a dire la segnalazione di attività illecite nell’amministrazione pubblica o in aziende private, da parte del dipendente che ne sia venuto a conoscenza per ragioni di lavoro. La norma, che si compone di tre articoli, mira soprattutto alla tutela dei lavoratori, sia nel settore pubblico, sia privato, per cui chi segnala non potrà essere, per motivi collegati alla segnalazione, soggetto a sanzioni, demansionato, licenziato, trasferito o sottoposto a altre misure organizzative che abbiano un effetto negativo sulle condizioni di lavoro.

ALBO UNICO DEI CONSULENTI FINANZIARI
La telenovela per l’avvio dell’albo unico torna in Parlamento con due emendamenti che prevedono il termine ultimo per l’avvio il 31 ottobre 2018 e il contestuale trasferimento delle funzioni di vigilanza da Consob all’Ocf (L’Organismo di vigilanza per la tenuta dell’Albo Unico dei Consulenti Finanziari Finanziari).

I COMMERCIALISTI DEL LAVORO
In Italia sono poco meno di 22.264 sui totali 118.000 professionisti attualmente iscritti agli albi e si occupano esclusivamente di consulenza in materia di lavoro, rivestendo un proprio significativo ruolo nella contrattazione e candidandosi a ricevere la qualificazione per gestire temi come i patti welfare.