Giuseppe Bernoni

    Blog del Dottor Giuseppe Bernoni

    Leggi la recensione del nuovo libro di Giuseppe Bernoni, a cura di Francesco Romano.

    Il vecchio adagio «l’unione fa la forza» riferito alle professioni intellettuali è quanto mai attuale in un periodo in cui gli spazi ridotti sul mercato e la globalizzazione galoppante costringono i professionisti ad avere una visione strategica a 360° del proprio business. Come evidenziato nel testo di Giuseppe Bernoni uno studio professionale multidisciplinare che riesce ad avere una visione d’insieme delle problematiche da affrontare e delle soluzioni da proporre sarebbe di estremo aiuto per qualsiasi azienda. Tuttavia nel nostro Paese gli studi associati rappresentano ancora una realtà residuale nell’ambito delle professioni operanti nell’area economico-giudico-contabile e un rinnovamento dell’esercizio professionale in tale direzione rappresenta la via da percorrere se si vuole rimanere competitivi. L’autore del testo in recensione, avvocato, dottore commercialista e revisore legale, nel suggerire e stimolare l’aggregazione tra professionisti, tratteggia il quadro attuale delle professioni di commercialista, avvocato, consulente del lavoro ponendo l’accento sulle esigenze organizzative e funzionali e gettando uno sguardo esplorativo sulle nuove funzioni.

    Coppa Vidas, sponsorizzata da Giuseppe Bernoni

    Eventi ed attività

    Si è tenuta ieri al Golf Club La Pinetina di Appiano Gentile, la Coppa Vidas, una gara di beneficienza di 18 buche sponsorizzata dal dottor Giuseppe Bernoni.

    Giuseppe Bernoni intervistato da Isidoro Trovato

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    Intervista a giuseppe bernoni

    Oggi alla Grant Thornton Global Conference di Singapore, a un”interactive breakfast paneldiscussion” con Stephanie Hasenbos-Case, Global Leader People & Culture, si è parlato di “Diversity and Inclusion”, focalizzandosi sulle donne in leadership. Di seguito il video trasmesso durante la conferenza, per testimoniare la nostra idea di “women in business” e dare un contributo sulla nostra realtà.

    Guarda il video trasmesso durante la conferenza

    tratto dal “Corriere Economia” di lunedì 13 giugno 2016

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    Intervista a giuseppe bernoni

    a cura di Ignazio Marino
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    Intervista a giuseppe bernoni

    A cura di Ignazio Marino

    “La costituzione di studi associati fra professionisti si prospetta come una necessità inderogabile in un prossimo futuro. Per rispondere alle più ampie e diversificate necessità aziendali, che richiedono tecniche moderne e più avanzate. Per offrire la propria consulenza in ogni momento e luogo, evitando, con una opportuna ripartizione degli incarichi tra i vari soci, sovraccarichi di lavoro che talvolta impediscono al singolo professionista di accettare mandati particolarmente impegnativi oppure da svolgersi fuori sede”. Con questo ragionamento Giuseppe Bernoni, più di quarant’anni fa, motivava sui giornali del tempo la pionieristica apertura a Milano del primo studio associato in Italia. Nel 2013, dopo oltre 50 anni di professione come Dottore Commercialista e Avvocato, con la prefazione di Marina Calderone, ha scritto per Ipsoa Editore “Professioni&Studi, associarsi per competere”.

    Dott. Bernoni, recenti indagini confermano che i professionisti restano distanti dagli studi associati anche in forma di Società tra professionisti. Come mai secondo lei?

    Credo si tratti innanzitutto di un retaggio culturale che storicamente il nostro paese si porta dietro. Un paese che predilige l’individualismo a forme organizzative aggregative, sia a livello imprenditoriale sia a livello professionale. Una delle più grandi sfide che può incontrare il professionista è quella di costruire un team professionale, senza privare i partecipanti della propria individualità. Specializzazione, associazione, organizzazione, visione strategica e se possibile internazionalizzazione sono i “fondamentali” che il Commercialista (ma vale anche per le altre categorie professionali) deve avere la consapevolezza di acquisire per esercitare la professione nel terzo millennio.

    Perché i giovani dovrebbero mettersi insieme?

    In uno studio professionale di successo, la figura dei “tuttologi” è ormai definitivamente tramontata, ammesso che abbia mai prosperato in passato. In un mondo globalizzato, la necessità delle aziende è sempre di più quella di avere risposte specifiche in tempi brevi. Lo scenario giuridico e quello economico-finanziario sono ormai intrecciati al punto che di rado la soluzione di un determinato problema richiede una sola tipologia di competenze. E con la mole di novità (legislative, di prassi e giurisprudenziali) che quotidianamente siamo abituati a fronteggiare, è impensabile che un singolo professionista, per quanto preparato, sia in grado di fornire una consulenza altamente specializzata sui diversi campi civilistici, economico-aziendali, patrimoniali, valutativi, tributari, societari e legali che possono sottostare alla medesima operazione. Poter contare su una struttura associata che integri tale multidisciplinarietà è oggi fondamentale, anzi direi indispensabile.

    Cosa manca per far spiccare il volo alle Stp?

    Ritengo che la Società tra Professionisti rappresenti una grande opportunità di sviluppo delle professioni, soprattutto per quanto riguarda i giovani che si affacciano al mercato privi di una clientela già consolidata e con limitate risorse finanziarie. Il condizionale però è d’obbligo in quanto ad oggi, anche se con apposito regolamento si è dato attuazione alla previsione legislativa contenuta nella legge n. 183/2011, manca qualsiasi chiarimento soddisfacente sulla disciplina fiscale delle Stp.

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    Mercoledì 16 marzo 2016, il dott. Giuseppe Bernoni ha partecipato al convegno organizzato dalla Camera di Commercio Italia-Germania su modelli di allenaza e fiscalità internazionale.

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    Forum

    Convegno organizzato dalla Camera di Commercio Italo Germanica

    Si è tenuto il 15 marzo il Convegno organizzato dalla Camera di Commercio Italo Germanica al quale hanno partecipato circa 180 persone, imprenditori, professori, avvocati, dottori commercialisti, dirigenti, esperti finanziari e nei rapporti italo tedeschi.

    Il Dr Giuseppe Bernoni ha esposto le peculiari caratteristiche sul tema della fiscalità internazionale ricordando l’introduzione delle raccomandazioni OCSE (progetto BEPS – Base Erosion Profit Shifting) che via via viene recepito, sia dalle direttive UE, sia dai singoli paesi che hanno aderito all’OCSE. L’Italia ha anticipato i tempi per favorire le imprese con le norme sul Patent Box e come hanno fatto altri paesi non si è allineata alle indicazioni OCSE perché ha incluso marchi e altri beni nel novero delle agevolazioni.

    Anche in tema di Transfer Pricing è stato evidenziato l’aggravio che comporterà per le multinazionali, l’introduzione della documentazione country by country report che l’Italia ha anticipato per combattere l’evasione e l’elusione a livello internazionale.

    Convegno organizzato dalla Camera di Commercio Italo Germanica
    Il Dr. Bernoni, nel suo intervento, ha posto in evidenza gli aspetti di criticità riguardante la legge delega e la legge di stabilità precisando che non tutti i decreti attuativi sono stati emanati. Inoltre ha esaminato quali obiettivi della delega si sono realizzati attraverso le varie norme e ha esposto alcuni interessanti istituti dolendosi dell’elevatezza del costo del lavoro e per la mancata riduzione della pressione fiscale come era stato anticipato e promesso. (rinvio al 2017 la riduzione prevista).

    L’Italia ha partecipato attivamente all’approvazione della normativa OCSE, la cui regola fondamentale introdotta è quella di tassare il prodotto dove si è realizzato, cioè dove si è conseguito il valore aggiunto: questo è il nuovo ordine fiscale internazionale.

    Essendoci difficoltà di coordinamento l’OCSE intende ovviare con un unico strumento per adeguare le 3500 convenzioni contro le doppie imposizioni in un unico corpo per evitare l’approvazione e la ratifica paese per paese poiché le norme convenzionali prevalgono su quelle nazionali.

    Tra le varie iniziative sono stati citati gli accordi preventivi introdotti per stimolare la crescita e la competitività delle imprese, tra questi si segnala l’accordo preventivo sui nuovi investimenti delle imprese che effettuano investimenti superiori ai 30 milioni e conseguono una ricaduta occupazionale, dando la certezza degli oneri fiscali.

    Interessante è il Patent Box, ossia il beneficio per l’utilizzazione, la concessione in uso e la cessione di beni immateriali. Il beneficio si contempla in una percentuale di esenzione sul reddito.

    Un ultimo argomento da rilevare è l’adempimento collaborativo introdotto su indicazioni OCSE come dialogo permanente tra Fisco e Contribuente per la gestione del rischio fiscale, si basa sulla reciproca fiducia e riguarda imprese di grandi dimensioni superiori con volume d’affari di 10 miliardi. Il Ministero competente sta studiando l’estensione anche a volumi d’affari non inferiori a 100 milioni di Euro, perché alcuni paesi europei hanno già esteso l’adempimento collaborativo a tutte le imprese.

    A conclusione ha evidenziato l’impegnativo ruolo dell’Amministrazione finanziaria e i suoi punti di forza e debolezza; di forza (utilizzazione dell’Anagrafe Tributaria) e maggior qualificazione degli addetti, rispetto al passato , di debolezza per gli effetti della sentenza della Corte costituzionale del marzo 2015 che ha fatto retrocedere 800 dirigenti su 1200.

    Al convegno parteciperà il Giornalista economico e moderatore dott. Isidoro Trovato del corriere della sera. Tra i relatori il dott. Maurizio Casasco, presidente Confapi, l’avvocato Angela Giebelmann, rappresentante della camera di commercio Italia-Germania, e il dott. Giuseppe Bernoni, fondatore dello studio Bernoni Grant Thornton.

    Il convegno si terrà Mercoledì 16 marzo 2016 presso l’auditorium Santa Giulia di Brescia.
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